giovedì 5 gennaio 2017

Quando i tubolari si stagionavano



Proprio ieri con gli Amici, sono entrato nella classica discussione, se sono meglio i tubolari o se sono meglio i copertoncini .....
A proposito di questo, mi e' venuto in mente, quando da piccolo, mio Papa' , i tubolari li riparava !
Rizzieri in molti lavori manuali, era un vero artista, ma nel riparare i tubolari, aveva una Passione e un' Arte veramente speciali, che ancora oggi per me sono un ricordo che porto profondo dentro di me.
Prima cosa quando da piccolo ho cominciato a correre, esistevano praticamente solo ed esclusivamente i tubolari, per mio Padre poi, i Clement Criterium erano IL TUBOLARE da gara punto!
A quei tempi nessuno navigava nell'oro, un po' come oggi, ed acquistare 2 tubolari costosi non era per niente facile, per questo motivo, negli anni 70/80, c'era ancora diffusa la concezione di riparare le cose, non si buttava niente e se una cosa, non si poteva riparare, comunque se ne ricavavano dei pezzi per riparare o aggiustare altre cose ....
Ritornando a noi, ricordo quando piano piano, scuciva la carcassa e piano piano tirava fuori la camera, un bel secchio d'acqua per trovare il buco e una bella toppa.
Poi con cura, ricuciva a mano il tubolare e a meno che non fosse proprio esploso, gli ridava nuova vita.
Arte e modi di fare che un po' la nostra societa' ha perso (purtroppo).
A casa mia i tubolari "si stagionavano!!!" Non ho idea bene di quale fosse il procedimento, ma mi ricordo ancora quando entravo in taverna ed appesi assieme alle soppresse e ai salami in cantina c'erano i tubolari appesi con il borotalco !!! Che "profumi" !!!!
Che bei ricordi, mi sembra di essere ancora li con lui, come potrei pensare che i copertoncini siano meglio dei tubolari ... Impossibile ...

domenica 13 novembre 2016

Gand Wewelgem la trillogia del 1991-92-93 tra Cipollini e Abdoujaparov


La trilogia della Gand Wewelgem 1991-1992-1993 con la sfida tra il terribile Djamolidine Abdoujaparov detto il "Terrore di Tashkent" per le sue incredibile evoluzioni in volata e il grande velocista Mario Cipollini e' una delle piu' appassionanti mai viste nella storia del Ciclismo e dello sprint in particolare.
Nel 1991 la sfida vide una volata con Djamolidine Abdoujaparov chiudere Cipollini alla transenne ma con la giuria che non prese nessun provvedimento, pertanto la vittoria fu dell'Uzbeko con l'Italiano secondo, ma molto nervoso per la scelta della giuria.
L'anno seguente , il 1992 come si vede nella foto, il finale fu praticamente identico ma questa volta invece fu Cipollini a chiudere Abdoujaparov alle transenne, ma questo con un colpo a sorpresa con la mano spinse indietro Cipollini e la giuria non pote fare altro che dare la Vittoria a Cipollini nonostante avesse lui inizialmente deviato la traiettoria.
In fine nel 1993, il finale fu definito da enciclopedia del Ciclismo con la MG Boys tutta schierata per Cipollini, fece probabilmente il piu' grande treno della storia, con Campioni incredibili a pilotare Cipollini a una velocita' tale che nessuno poté uscire dalla scia dell'Italiano che vinse cosi' meritatamente per il secondo anno consecutivo una delle piu' belle classiche del nord con al terzo posto ancora una volta il rivale di sempre Djamolidine Abdoujaparov. 
Una pagina di storia del grande Ciclismo dove i duelli erano oltre che combattuti con le gambe anche con tattiche al limite che oggi appaiono impressionanti, duelli rusticani prima, durante e spesso anche dopo la gara ....


martedì 1 novembre 2016

Rimettiti in forma con la dieta dei 22 giorni



PRIMA REGOLA: SAPERSI FERMARE
Rimettersi in forma in 3 settimane, senza rinunciare ai piaceri di gola. Non è un sogno, e la prova sono le tante star che hanno seguito la dieta dei 22 giorni: da Beyoncè a Shakira, da Pharrel Williams a Jennifer Lopez, sono tutti pazzi per il miracoloso regime alimentare.
La prima regola da seguire è sapersi regolare. Vanno bene i pasti abbondanti, purché si smetta di mangiare un attimo prima di sentirsi completamente sazi. Sono concessi 3 pasti al giorno, gli spuntini extra è meglio evitarli: se non puoi farne a meno scegli frutta, noci, mandorle oppure verdure crude.

SECONDA REGOLA: NON AVERE FRETTA
Mangia lentamente, assicurandoti di aver masticato bene. Apprezzerai più il cibo e ti sentirai più soddisfatto, e in più aiuterai il tuo corpo ad assimilare meglio il cibo. Evita di mangiare prima di andare a dormire: dovranno passare almeno due ore tra l'ultimo pasto e il momento di andare a dormire.



TERZA REGOLA: BERE MOLTA ACQUA
Non aspettare di avere sete per bere: la dose raccomandata è di 13 bicchieri d'acqua al giorno per gli uomini e 9 per le donne. Preferite l'acqua pura, o al massimo aromatizzata con il limone, oppure tè e tisane non zuccherate. Un buon modo per iniziare la giornata, favorendo reidratazione e digestione, è quello di bere un bicchiere d'acqua con qualche goccia di limone. Bibite gassate e zuccherate e alcolici di ogni tipo sono completamente banditi.

QUARTA REGOLA: PIÙ È NATURALE, MEGLIO È!
I cibi elaborati sono difficili da digerire e intossicano l'organismo: pertanto è meglio scegliere alimenti vegetali e naturali. Se puoi, preferisci prodotti biologici o a chilometro zero. Dimenticati il junk food o cibi che richiedono preparazioni complesse e scegli verdure crude, frutta, cereali. Dimentica carne, pesce e uova, e tutti quelli elaborati indistrialmente.



QUINTA REGOLA: 80-10-10
80% di carboidrati, 10% di grassi e 10% di proteine, ecco la formula da seguire in questo regime alimentare. Frutta e verdura sono ricche di carboidrati complessi e povere di grassi, l'ideale per perdere peso velocemente.

SESTA REGOLA: SCEGLI IL MOMENTO GIUSTO
Cereali e legumi sono più indicati per la colazione e il pranzo, la verdura per la cena: in questo modo l'organismo avrà modo di smaltire durante il sonno le riserve di grasso.



SETTIMA REGOLA: DEDICATI ALLO SPORT
Perché la dieta sia efficace dovrai dedicare almeno 30 minuti al giorno all'attività fisica come jogging, nuoto, marcia o bicicletta. Ma attento: lo sforzo fisico non deve diventare una scusa per mangiare di più!



domenica 30 ottobre 2016

Nabrezina Crit Pet Gara Fixed Trieste


Nabrezina NoSePol Crit Pet
Grande ritorno per il sottoscritto alle competizioni Fixed, ma ovviamente con spirito molto leggero e goliardico, presente sopratutto per gli Amici Triestini sempre presenti al Velodromo Mecchia per noi era doveroso ricambiare.
Una giornata spettacolare climaticamente, sole caldo e poco vento, spettacolare dal punto sportivo con un percorso veramente interessante e in fine una giornata spettacolare dal punto di vista culinario, ospiti felici di questi meravigliosi ragazzi.
GRAZIE per tutto e Complimenti ad Alvise che nel frattempo ha pure vinto il Criterium, per me un onorevole 10 posto su 12 partecipanti, doppiato due volte, ma molto soddisfatto.
Faccio parte della Squadra e questo mi basta prima, durante e sopratutto DOPO al mangia e bevi :D :D Grazie ancora ragazzi, posto bellissimo, ho avuto una esperienza umana nuova, ho conosciuta una usanza antica che non sapevo nemmeno potesse esistere, abbiamo sentito il profumo della Vita e questa me la portero' dentro per sempre, sono le cose che amo del Ciclismo vero e genuino al di la' della corsa che a volte si vince e a volte si vivono esperienze.
Grazie ancora Amici
















mercoledì 26 ottobre 2016

Nascita del manubrio da TT moderno al Tour de France 1989

LA NASCITA DI SCOTT E LA RIVOLUZIONE NEL CAMPO DELLO SCI
Lo sci venne completamente rivoluzionato dall’innovazione tecnica realizzata da Ed Scott, un ingegnere di talento che viveva a Sun valley, in Idaho. Ed inventò il primo bastone da sci in alluminio che immediatamente sostituì quelli in bamboo e acciaio. Quella invenzione rivoluzionaria sancì la nascita di un nuovo marchio: SCOTT che da subito si posizionò sul mercato come leader nel settore dello sci. Alla base della filosofia di Ed c’era la volontà di portare sul mercato innovazioni tecniche.

IL PRIMO MANUBRIO AERO
Il 1989 fu un anno importante nella storia del ciclismo perchè Scott presentò il manubrio aerodinamico. Questo manubrio venne utilizzato dall’americano Greg Lemond, vincitore quell’anno del Tour de France.


Greg Lemond nasce a Lakewood (Stati Uniti) nel 1961. Si appassiona allo sport, ad uno sport non così tanto sviluppato in Usa, il ciclismo. Gli Usa, lo sport del rugby, dell'Nba e del baseball scoprono un talento. Lo mette su una bicicletta Fred Mengoni ed il ragazzo ci sa fare. 
La sua perla giovanile fu il titolo mondiale juniores su strada del 1979 vinto a Buenos Aires. Tempo due anni e Greg conosce il passaggio al professionismo. 
Il campo di battaglia e' la sfida tra Fignon e Lemond al Tour del 1989 e la prima sfida diretta tra i campioni è la cronometro di 73 chilometri tra Dinard e Rennes. Piove e le condizioni climatiche penalizzano gli ultimi a partire; Delgado tiene a lungo il comando della classifica provvisoria ma lo sopravanza Lemond che monta una bici futuristica, dotata di innovativo manubrio usato esclusivamente nelle competizione Americane del triathlon. La prestazione dell’americano è spettacolare, annienta gli avversari, demolisce Fignon di 56secondi e la sera, a distanza di tre anni, rivede la luce dopo il buio e torna a vestire le insegne del primato.
Il Tour del 1989 continua fino all’ultima tappa, una cronometro suggestiva di 24,5 chilometri tra Versailles e i Campi Elisi a Parigi. Fignon ha 50secondi di margine su Lemond e pare al sicuro, anche se il precedente negativo della cronometro di Verona al Giro d’Italia del 1984 persa con Moser dovrebbe indurre alla prudenza. In più, il “professore” soffre da qualche giorno di un dolore all’inguine. E la cronometro è beffarda. Lemond, piegato sul manubrio da triatleta, vola a oltre 54 km/orari, e taglia il traguardo con un tempo che migliora di 33secondi quello di Thierry Marie, uno specialista delle corse contro il tempo. Fignon è in ritardo ad ogni passaggio intermedio, all’arrivo, distrutto per la fatica e il dispiacere, accusa 58secondi di disavanzo e per l’inezia di 8secondi, il margine più contenuto della storia del Tour de France, si vede sfilare la maglia gialla.
Quello a cui si è assistito al Tour ’89 è qualcosa di straordinario, un duello leggendario tra due corridori mai domi. Due uomini che hanno lottato fino alla fine. Il trionfo è stato di LeMond, la storia, però, è stata scritta a quattro mani. Le mani di due uomini, un vincitore e un vinto, divisi solamente da una Maglia Gialla, da otto secondi di pura follia. In quegli otto secondi è racchiuso tutto: la gioia di LeMond, le lacrime di Fignon. In quegli otto passi di lancetta sono concentrate tutte le emozioni del genere umano: gioia, emozione, rabbia, disperazione, frustrazione. Per noi, quegli otto secondi rappresentano una delle emozioni più belle nella storia del ciclismo e dello sport in generale.
La storia è stata scritta anche dal vinto. La figura di Fignon, maestosa e maledetta, rimane una straordinaria traccia di un ciclismo che non c’è più. 

VIDEO:







lunedì 24 ottobre 2016

Giro d'Italia 2017 in ANTEPRIMA !


Succede, quando si preparano le cose in anteprima su internet. Anche se non si dà visibilità alla pagina, la traccia c'è e può essere raggiungibile. Così, senza ricorrrere ad hackeraggi o bug vari, il collega ed esperto informartico Michele Bufalino ha scovato il Giro d'Italia direttamente dal sito ufficiale della corsa, con tanto di altimetrie delle tappe.

SUBITO IN SALITA. Dopo le tre tappe sarde che sono state presentate un mese fa, la carovana rosa sbarcherà in Sicilia e saranno subito fuochi d'artificio con l'arrivo sull'Etna ai 1.892 metri del Rifugio Sapienza. Dopo l'omaggio a Nibali con l'arrivo a Messina, si riparte da Reggio Calabria per risalire la Penisola toccando Terme Luigiane, Alberobello e Peschici prima di un'altro arrivo in salita sul Block Haus.

ECCO LA CRONO. Prima sfida contro il tempo la Foligno-Montefalco, tutt'altro che semplice con i suoi 39 chilometri di continui saliscendi. A seguire Bagno di Romagna (con il Monte Fumaiolo), la volata di Reggio Emilia e quella di Tortona prima di un nuovo traguardo in salita, quello al Santuario di Oropa. Da Valdengo poi arrivo a Bergamo dopo aver affrontato il Miragolo San Salvatore e il Selvino, come avvenuto pcohe settimane fa a Il Lombardia.

ULTIMA SETTIMANA. La settimana decisiva si apre con un autentico tappone, la Rovetta-Bormio con Mortirolo, Stelvio (ovviamente Cima Coppi) e Giogo di Santa Maria (a quota 2.502 mt) prima della picchiata verso il traguardo. Dopo il traguardo di Canazei, altra tappa molto dura con la Moena-Ortisei, con Pordoi, Valparola, Gardena e Passo di Pinei prima dell'ascesa finale. Potevano forse mancare le montagne friulane? Certo che no e allora ecco la San Candido-Piancavallo con conclusione in quota salendo da Aviano.
La penultima tappa proporrà l'attesissima scalata del Monte Grappa e il Gpm di Foza prima del traguardo di Asiago. A seguire, lungo trasferimento per approdare a Monza: dall'autodromo a Milano ultima tappa a cronometro con 28 chilometri da percorrere per dare il volto definitivo alla graduatoria del Giro 100.

Come tutte le anticipazioni, è chiaro che qualcosa potrebbe cambiare ma questo è sicuramente molto molto simile al Giro 100 che verrà annunciato domani...

IL PERCORSO

Tappa 1: Alghero – Olbia 203 km
Tappa 2: Olbia – Tortolì 208 km
Tappa 3: Tortolì – Cagliari 148 km
Tappa 4: Cefalù – Etna 180 km
Tappa 5: Pedara – Messina 157 km
Tappa 6: Reggio Calabria – Terme Luigiane 207 km
Tappa 7: Castrovillari – Alberobello 220 km
Tappa 8: Molfetta – Peschici 189 km
Tappa 9: Montenero di Bisaccia – Blockhaus 139 km
Tappa 10: Foligno – Montefalco 39 km TT
Tappa 11: Firenze – Bagno di Romagna 161 km
Tappa 12: Forlì – Reggio Emilia 237 km
Tappa 13: Reggio Emilia – Tortona 162 km
Tappa 14: Castellania – Oropa 131 km
Tappa 15: Valdengo – Bergamo 199 km
Tappa 16: Rovetta – Bormio 227 km (cima Coppi sullo Stelvio)
Tappa 17: Tirano – Canazei 219 km
Tappa 18: Moena – Ortisei/St. Urlich 137 km
Tappa 19: San Candido/Innichen – Piancavallo 191 km
Tappa 20: Pordenone – Asiago 190 km
Tappa 21: Monza – Milano 28 km TT

Ecco tutte le immagini delle altimetrie:
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